9 Novembre 2015
LA GUERRA DEL LATTE SI ALLARGA DALLE INDUSTRIE AI SUPERMERCATI

Domani, martedì 10 novembre 2015, dalle ore 9,30

LA GUERRA DEL LATTE SI ALLARGA
DALLE INDUSTRIE AI SUPERMERCATI


Gli allevatori lombardi a Parabiago (MI) con le mucche

Non si ferma la “guerra del latte” lanciata dagli allevatori della Coldiretti, con la mobilitazione che si estende dal centro di distribuzione Lactalis di Ospedaletto Lodigiano (dove domani rimarrà attivo il presidio con allevatori da diverse regioni) ai supermercati di tutta Italia. L’appuntamento per la Lombardia è domani mattina dalle ore 9.30 davanti al Carrefour di via Butti a Parabiago (MI) dove gli allevatori porteranno anche le mucche che non sono più in grado di mantenere.

Sarà anche l’occasione per presentare il dossier Coldiretti con le verità sul mercato del latte, sulla storia dell’acquisizione dei marchi italiani, sulle prepotenze e strumentalizzazioni con cui si sta distruggendo il tessuto produttivo nazionale, sulle Istituzioni sbeffeggiate e sulla scarsa trasparenza a danno dei consumatori. “Faremo conoscere ai cittadini i motivi della mobilitazione che da tre giorni sta coinvolgendo migliaia di allevatori italiani – spiega Roberto Moncalvo, presidente nazionale di Coldiretti – per impedire la chiusura delle stalle e gli effetti irreversibili sull’occupazione, sull’economia, sull’ambiente e sulla qualità dei prodotti”.

Solo in Lombardia, che produce oltre il 40 per cento del latte italiano, negli ultimi dieci anni  hanno chiuso quasi tremila stalle – spiega la Coldiretti regionale – passate da 8.761 nel 2003/2004 ai 5.825 del 2014/2015, con un calo del -33,5 per cento. “Andiamo avanti con la nostra azione di trasparenza nei confronti dei consumatori, per far capire come stanno realmente le cose” dice Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia.

L’incontro coi cittadini al momento di fare la spesa ha anche l’obiettivo di dare di utili consigli nell’acquisto di prodotti lattiero-caseari per non cadere nell’inganno del falso Made in Italy. Sotto accusa il latte, lo yogurt e i formaggi spacciati come italiani per la mancanza di una normativa chiara in etichetta, ma anche per l’utilizzo di sottoprodotti, dalle cagliate alle caseine, che mettono a rischio la qualità.

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