2 Marzo 2018
ELEZIONI, ANCHE I CANDIDATI PAVESI FIRMANO IL MANIFESTO COLDIRETTI

Sono oltre 700 in tutta Italia i candidati alle prossime elezioni che hanno sottoscritto il Manifesto politico della Coldiretti, e tra loro ci sono anche diversi candidati pavesi: si tratta del primo impegno vincolante fatto proprio a livello individuale da persone del più vario indirizzo politico, ma unite dall’assunzione di responsabilità verso il Paese.

Il manifesto (www.coldiretti.it) per salvaguardare le imprese agricole italiane eliminando le storture della filiera e rendendo più trasparenti i mercati e le pratiche commerciali e produttive si compone di cinque interventi a costo zero da esaurire nei primi 100 giorni di Governo, dall’istituzione del Ministero del Cibo all’etichettatura d’origine su tutti i prodotti alimentari; dalla semplificazione per le imprese agricole all’eliminazione del segreto sulle importazioni, fino alla nuova legge sui reati agroalimentari.
 
Entrando nel dettaglio, Coldiretti propone l’istituzione di un Ministero del Cibo che riunisca in sé le funzioni del Ministero delle politiche agricole e quelle del Ministero dello sviluppo economico relative alla definizione delle strategie e degli interventi di politica economica e di promozione del settore agroalimentare. Ciò per garantire un’unica regia e un unico indirizzo per il cibo italiano ma anche per il verde, settore cardine del Made in Italy, e per la tutela e sviluppo del territorio.

Sull’etichetta d’origine Coldiretti chiede al prossimo Governo di estendere l’obbligo a tutti i prodotti in commercio, difendendo nello stesso tempo i decreti nazionali su latte e formaggi, grano e pasta, riso, derivati del pomodoro, anche a costo di agire in regime di infrazione se il regolamento relativo all’indicazione di origine dell’ingrediente cui sta lavorando la Commissione europea dovesse tendere a sovvertire gli orientamenti e le norme approvati dal nostro paese.
Sull’Unione Europea occorre intervenire anche per impedire un sistema di etichettatura come quella nutrizionale a semaforo, fuorviante discriminatorio ed incompleto che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta.

L’altra grande battaglia da portare avanti – continua la Coldiretti - è quella della semplificazione rispetto a un carico per le imprese agricole derivante da processi burocratici distorti che rappresenta uno dei principali elementi di malessere e di ostacolo competitivo. Va poi tolto – rileva la Coldiretti - il segreto sulle importazioni mettendo finalmente in trasparenza i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per la produzione alimentare, che proprio grazie alla garanzia dell’anonimato finiscono spesso per agevolare fenomeni speculativi che si riflettono pesantemente sul prezzo pagato ai nostri produttori.

Infine, serve portare a termine - conclude la Coldiretti - l’iter della legge sui reati nel settore agroalimentare, contro tutte le forme di illegalità che non trovano nell’attuale codice alcun tipo di risposta deterrente efficace.

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