4 settembre '14 Cs-68_14_09_04
Maltempo, la fredda estate del riso
Produzione –10% e raccolto rinviato
«Quando d’agosto si dorme non è un’annata da riso». Edoardo Andrea Negri, imprenditore agricolo di Gambarana, è uno dei 1.300 risicoltori pavesi, e spiega con queste parole quello che sta avvenendo nelle risaie lombarde. Spighe “bloccate” dall’estate fredda, raccolti in ritardo di quasi un mese e produzioni in calo di almeno il 10 per cento. Nei mesi di luglio e agosto, infatti, si sono registrati 20 giorni con temperature minime al di sotto della media stagionale (19 gradi). Questo ha provocato un rallentamento nella maturazione delle piante e il mancato riempimento di molte spighe, tanto che – spiega Coldiretti – da una prima rilevazione presso i produttori si stima un calo della produzione di almeno il 10 per cento.
«I nostri agricoltori, già schiacciati dalle speculazioni sui prezzi, si trovano ora a dover affrontare anche un’annata anomala per quanto riguarda l’andamento climatico – dice Wilma Pirola, presidente di Coldiretti Pavia – Il settore risicolo ha urgente bisogno di una legge sull’etichettatura di origine: in questo modo garantiremo a tutti i consumatori la certezza di sapere da dove viene il riso che portano in tavola, e consentiremo agli agricoltori italiani di garantire la sopravvivenza di migliaia di aziende e di centinaia di posti di lavoro». Dal 2012 a oggi – aggiunge la Coldiretti regionale – in Lombardia i raccolti sono diminuiti di quasi due milioni di quintali, per colpa del cambiamento climatico e della sostituzione con altre colture.
«Le basse temperature di agosto hanno provocato molti problemi – spiega ancora Negri – La produzione, in alcuni casi, potrebbe arrivare a calare anche di un 15-20%». A soffrire di più sono le varietà della tradizione italiana come il Baldo, il Carnaroli, l’Arborio, il Vialone Nano e il Roma. Insomma, la situazione si preannuncia complicata anche a Pavia, prima provincia risicola d’Italia e d’Europa. «Anche noi siamo in ritardo col raccolto – spiega Paolo Braschi, agricoltore di Vistarino – andremo a tagliare a fine settembre-inizio ottobre». La causa di tutto questo va ricercata nel maltempo estivo. «Da una prima ispezione – spiega ancora il risicoltore di Coldiretti Pavia – sembrano esserci problemi di malattie fungine, con molte spighe bianche e abortite».
La Lombardia è la seconda regione risicola d’Italia, e da sola rappresenta il 40 per cento degli oltre 216mila ettari coltivati a riso nel nostro Paese. Le province più risicole sono Pavia (oltre 73mila ettari), Mantova (900 ettari), Milano (circa 11.500 ettari) e Lodi (poco più di 1.000 ettari), dove però le superfici destinate a questa coltura si sono ridotte di circa il 50 per cento in tre anni. In tutta la Lombardia si contano circa 1.800 aziende dedite alla coltivazione del riso.
Wilma Pirola, presidente di Coldiretti Pavia: