16 luglio 2026
IMU, la Corte di Giustizia Tributaria della Lombardia
conferma le agevolazioni per i coltivatori pensionati
I coltivatori diretti pensionati hanno diritto alle agevolazioni IMU: lo conferma una recente sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia. «Esprimiamo soddisfazione per questa pronuncia della Corte – sottolinea Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia – che finalmente dà una lettura chiara della normativa e pone un punto fermo su una questione che da tempo alimenta incertezze e contenziosi anche nel territorio pavese».
La sentenza che fa chiarezza sulla questione – sottolinea Coldiretti Pavia – è la numero 1040 del 2026. In essa si esplicita che la condizione di pensionato non è di per sé ostativa al riconoscimento delle agevolazioni IMU previste per i coltivatori diretti, purché permangano i requisiti sostanziali legati all’attività agricola e all’inquadramento previdenziale. Nel richiamare il quadro normativo e la più recente giurisprudenza della Suprema Corte – spiega Coldiretti Pavia – la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia precisa infatti che “la permanenza del requisito dell’iscrizione alla previdenza agricola costituisce l’unica condizione richiesta per la fruizione dei benefici fiscali”.
«Un passaggio che, di fatto, rafforza la tutela di tanti agricoltori che, pur in pensione, continuano a lavorare la terra e a garantire presidio, produzione e cura del territorio», sottolinea ancora il Presidente di Coldiretti Pavia. La sentenza smentisce la posizione di alcuni Comuni che continuano a negare le agevolazioni IMU ai coltivatori diretti pensionati regolarmente iscritti alla gestione previdenziale agricola, aprendo la strada a un orientamento che potrà incidere positivamente sui casi ancora pendenti.
«Oltre a generare contestazioni ripetute, questi atteggiamenti producono un inevitabile aggravio di costi per le imprese agricole, chiamate a sostenere spese e tempi di contenzioso per vedere riconosciuti diritti già previsti dall’ordinamento – conclude Silvia Garavaglia – Dopo questa sentenza, il nostro auspicio è che si risolvano positivamente i casi aperti e si avvii un dialogo con le Amministrazioni comunali, per prevenire interpretazioni difformi e garantire certezza applicativa su tutto il territorio pavese».