29 maggio 2026
SOS RISO: IL GRIDO D’ALLARME DI COLDIRETTI PAVIA
Prezzi crollati fino al 60%, costi di produzione insostenibili, importazioni selvagge:
istituzioni, mondo agricolo e consumatori riuniti per denunciare una crisi senza precedenti
Prezzi crollati ai minimi storici mentre i costi di produzione sono schizzati alle stelle. È una crisi senza precedenti quella che sta vivendo il settore risicolo italiano, di cui la provincia di Pavia rappresenta l'asse portante con 80 mila ettari coltivati a risaia. Per denunciare questa emergenza Coldiretti Pavia ha organizzato stamattina SOS RISO, un appuntamento aperto a istituzioni, operatori del settore e cittadini per fotografare la crisi e cercare risposte concrete.

I dati elaborati da Coldiretti Pavia non lasciano spazio all'interpretazione. Nell'arco di un solo anno, tra maggio 2025 e maggio 2026, le quotazioni del risone alle Borse Merci di Mortara, Vercelli e Milano sono crollate per quasi tutte le varietà, con punte che hanno più che dimezzato il valore del prodotto. Le varietà da risotto, il fiore all'occhiello della risicoltura italiana, sono quelle che hanno pagato il prezzo più alto. L'Arborio – si legge nel dossier elaborato da Coldiretti Pavia – è passato da 840-940 euro per tonnellata a 500-550 euro (-47%); il Carnaroli, varietà simbolo della cucina italiana nel mondo, ha visto le proprie quotazioni precipitare da 1.040 euro a 520-680 euro per tonnellata (-50%). Il Roma ha registrato il collasso più drammatico: da 710-760 euro a soli 300-350 euro per tonnellata (-60%), e non va tanto meglio per il Vialone Nano, le cui quotazioni sono crollate del 58%.

E se i risi da risotto sono ormai sistematicamente quotati al di sotto dei costi di produzione, non va meglio nemmeno per le varietà Indica. Anche il comparto del Lungo B, infatti, ha subito un forte decremento (-40%), con prezzi scesi persino sotto la soglia “limite” dei 30 euro al quintale sotto la pressione insostenibile delle importazioni selvagge dall’estero. Il tutto mentre i costi dei fattori produttivi come carburante, sementi e concimi continuano a salire. Il costo del gasolio agricolo, ad esempio, dall’inizio dell’anno ad oggi è aumentato dagli 0,85 €/litro di gennaio ai 1,37 €/litro di oggi (+60%), dopo aver toccato nelle scorse settimane anche picchi superiori.

“Una situazione drammatica, che sta producendo conseguenze che vanno ben oltre i bilanci aziendali – sottolinea Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia – Se i risicoltori decidessero di abbandonare questa coltura, infatti, l'Italia perderebbe non solo la propria leadership nel settore risicolo europeo ma anche un patrimonio di biodiversità unico, con varietà storiche costruite in decenni di selezione e tradizione agricola che andrebbero perdute”.

Dietro la crisi del settore risicolo – sottolinea Coldiretti Pavia – ci sono tanti fattori, ma soprattutto c'è una storia di importazioni selvagge e in crescita costante nell'arco dell'ultimo decennio. I dati FAO mostrano una tendenza strutturale all'aumento delle importazioni di riso in Italia, trainata soprattutto dalle varietà Lungo B e anche dal Basmati di origine indiana e pakistana, che i consumatori trovano al supermercato ad un prezzo mediano al chilo superiore persino ai risi italiani DOP e IGP.

“Il paradosso è sotto gli occhi di tutti e riguarda una questione fondamentale, e cioè il principio di reciprocità – dice ancora il Presidente di Coldiretti Pavia – Il riso Basmati viene prodotto con sostanze chimiche come il triciclazolo vietate nell'Unione Europea da anni, se non da decenni. I risicoltori italiani e pavesi – continua ancora il Presidente di Coldiretti Pavia – operano sotto disciplinari di produzione tra i più severi al mondo, mentre i loro concorrenti asiatici no. Questo non è libero mercato: è una distorsione della concorrenza che mette a rischio il futuro di un intero settore”.
All’incontro “SOS RISO” organizzato da Coldiretti Pavia ha partecipato anche Luca De Carlo (Presidente della Commissione Agricoltura del Senato). “Sono disponibile, se lo ritenete opportuno, anche ad avviare un’indagine conoscitiva sullo stato della risicoltura in Italia – ha detto De Carlo, in video collegamento da Roma – Credo possa essere utile anche al legislatore fare una fotografia del settore, sia attraverso il dossier elaborato oggi sia attraverso esperienze pratiche. Cerchiamo di capire se gli strumenti che sono stati messi in atto negli anni hanno funzionato e anche quali strumenti dobbiamo mettere in campo per invertire la tendenza”.
A complicare ulteriormente il quadro della situazione – spiega ancora Coldiretti Pavia – ci si è messa anche la cronica scarsità d'acqua degli ultimi anni, che ha ridotto drasticamente le rese quantitative e qualitative mentre l'alta incidenza di erbe infestanti non può essere contrastata efficacemente perché le molecole più efficaci sono vietate in Europa ma non al riso che arriva dall'estero. E le recenti tensioni geopolitiche nell'area del Golfo Persico hanno aggiunto ulteriore incertezza a un settore già molto fragile.
“L’abbiamo già chiesto con forza al Brennero e torniamo a chiederlo con ancora più forza dalla patria del riso italiano: bisogna applicare immediatamente il principio di reciprocità in tutti gli accordi commerciali internazionali – ribadisce Silvia Garavaglia – Chi vuole vendere riso in Europa deve produrlo rispettando gli stessi standard ambientali, fitosanitari e sociali imposti ai produttori europei: non possono esistere due pesi e due misure. Inoltre – aggiunge il Presidente di Coldiretti Pavia – vanno anche introdotti contratti di coltivazione e di filiera, per stabilizzare i listini e garantire agli agricoltori un prezzo sempre superiore ai costi minimi di produzione, sottraendo il reddito agricolo alle speculazioni di un mercato schizofrenico. Non si tratta solo di un problema economico: è una questione di giustizia, di sovranità alimentare e di futuro”.

Eppure gli esempi positivi di trasparenza e correttezza sia verso gli agricoltori sia verso i consumatori ci sarebbero. È il caso del progetto "Filiera Trasparente" firmato da Le Stagioni d'Italia (BF Agro-Industriale S.r.l.), a cui hanno aderito anche diversi risicoltori pavesi e che è stato presentato nel corso dell’evento “SOS RISO” organizzato da Coldiretti Pavia. Questa iniziativa – spiega Coldiretti Pavia – fa della tracciabilità il suo pilastro fondamentale, accompagnando il chicco "dal seme alla tavola". Grazie a un sistema innovativo basato su QR code dinamici stampati su ogni singola confezione, infatti, il consumatore può geolocalizzare tramite coordinate GPS l'esatto campo dove quel riso è stato coltivato, verificare la data precisa di produzione e risalire fino allo stabilimento di lavorazione di Jolanda di Savoia (FE). Un esempio di come tecnologia, territorio e trasparenza possano fondersi per valorizzare il vero Made in Italy agroalimentare, anche nel settore risicolo.
All’evento “SOS RISO”, insieme al Presidente di Coldiretti Pavia Silvia Garavaglia e a Luca De Carlo (Presidente della Commissione Agricoltura del Senato), hanno preso parte anche Emanuele Occhi (Responsabile Nazionale Coldiretti Settore Cereali), Lorenzo Galbiati (Presidente Adiconsum Pavia) e Matteo Biagini (Marketing Manager BF Agro-Industriale). Al termine dell’incontro con gli ospiti istituzionali c’è stata una risottata gratuita e aperta a tutti i clienti del Mercato Coperto di Campagna Amica Pavia in viale Golgi 84, che per questa speciale occasione ha aperto i cancelli anticipatamente alle ore 12.